Lo strumento dell’inibitoria: ecco come l’intermediario può bloccare la sottrazione delle liste clienti

Il diritto industriale consente all’intermediario assicurativo di tutelare il patrimonio informativo aziendale tramite una gamma di strumenti azionabili già in sede cautelare. L’inibitoria, in particolare, permette di bloccare la sottrazione della lista clienti dell’Agenzia da parte dell’ex collaboratore.

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Lo strumento processuale dell’inibitoria presuppone il possesso delle informazioni riservate (lista clienti) di Agenzia da parte del subagente ed è volto a bloccarne l’utilizzazione.  

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CHE COS’È L’INIBITORIA?

L’art. 131 del Codice della proprietà industriale prevede che “il titolare di un diritto di proprietà industriale può chiedere che sia disposta l’inibitoria di qualsiasi violazione imminente del suo diritto e del proseguimento o della ripetizione delle violazioni in atto (…)”. Per fare un esempio pratico, si pensi all’attività di concorrenza sleale perpetrata dall’ex collaboratore che è rimasto in possesso dell’elenco dei clienti dell’Agenzia. In particolare, ci si riferisce all’ipotesi in cui l’ex collaboratore, dopo avere iniziato ad operare con un diverso intermediario e al fine di avviare la nuova attività, rivolge le sue offerte commerciali ai clienti conosciuti per effetto del precedente rapporto di collaborazione.

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QUANDO PUÒ INTERVENIRE L’AGENZIA?

Il possesso ingiustificato di dati, sia personali che commerciali dei clienti dell’Agenzia costituisce in queste casistiche il presupposto per la predisposizione degli atti di concorrenza sleale. I danni patrimoniali che possono derivare all’intermediario da una tale condotta sono evidenti e uno dei rimedi che consente di arginare in modo rapido ed efficace il suddetto fenomeno è l’inibitoria con cui l’Agenzia vieta all’ex collaboratore l’utilizzo della propria lista clienti.

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QUALI SONO I PRESUPPOSTI GIURIDICI?

I presupposti giuridici che devono sussistere per poter richiedere al giudice la concessione dell’inibitoria si identificano nell’esistenza del diritto a cautela del quale l’intermediario richiede il provvedimento (fumus boni iuris) e nell’ l’imminenza del pregiudizio che potrebbe subire l’Agenzia per effetto della condotta posta in essere dal concorrente, tale per cui non sarebbe possibile attendere l’esito di un ordinario giudizio di cognizione.

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CONSIDERAZIONI FINALI

Lo strumento disciplinato dal diritto industriale, pertanto, costituisce un rimedio rapido ed efficace per tutelare le informazioni aziendali, consentendo all’intermediario l’arresto immediato da parte del collaboratore dell’attività di utilizzo abusivo del patrimonio informativo di agenzia.

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