Prova del contratto: è sufficiente l’invio del documento a mezzo p.e.c.?

I giudici di legittimità hanno affermato che “dalla circostanza che la posta elettronica è certificata non si può dedurre che anche il documento allegato lo è o, meglio, che quel documento è riferibile al suo autore, e che ha effettivamente quel contenuto”.

In altre parole, attraverso la p.e.c. è possibile attestare in maniera certa l’avvenuta trasmissione e ricezione del messaggio, le modalità di spedizione (data, ora e formato) ed anche il suo contenuto, ma limitatamente alla p.e.c. stessa, non ai suoi allegati. Se alla p.e.c. è stato allegato un file con un determinato nome, estensione, formato e dimensioni la ricevuta lo attesterà, ma non farà prova del contenuto di quel file, occorrendo, a tal fine, che sul file allegato sia apposta la firma digitale, attraverso la quale sarà possibile certificare la provenienza del documento e la sua integrità.

Pertanto, ai fini della prova del contenuto di un contratto non sarà sufficiente la produzione in giudizio della p.e.c. attraverso la quale il documento è stato scambiato tra le parti.