Procedimento di mediazione: conseguenze della mancata partecipazione

Nell’ottica di deflazionare i carichi di lavoro giudiziario e di evitare l’abuso del processo la Riforma Cartabia ha introdotto una serie di novità che interessano le c.d. procedure di risoluzione alternativa delle controversie.

Per quanto concerne la mediazione, una recente sentenza pronunciata dal Tribunale di Locri (sentenza n. 592 del 24.10.2023) si è soffermata sulle conseguenze alle quali incorre chi decide di non partecipare al procedimento senza fornire un giustificato motivo. Nel caso di specie, a seguito di una mediazione conclusasi negativamente a causa della mancata partecipazione del soggetto chiamato, l’attore si è visto costretto a promuovere una causa civile, nella quale il convenuto è rimasto contumace.

Con la sentenza sopra citata il Tribunale di Locri ha disposto la condanna della parte rimasta contumace in giudizio al pagamento delle spese processuali. Il Tribunale ha posto rilievo alla circostanza che l’attore è stato obbligato a promuovere il giudizio a causa della condotta assunta dal convenuto, il quale benché invitato a partecipare al procedimento di mediazione non si è presentato senza addurre giustificato impedimento. Nello specifico, il Tribunale ha evidenziato che “il comportamento del convenuto, rimasto contumace nella fase processuale e quindi non ostativo alla domande dell’attore, va certamente considerato in senso premiale ai fini della liquidazione delle spese, ma dall’altro però, proprio per l’assenza e conseguente indisponibilità a trovare una soluzione condivisa in sede di mediazione, evitando così il ricorso al processo, va censurato con la condanna al pagamento delle spese processuali”.

Pertanto, di fronte ad una domanda di mediazione, qualora non ci sia l’interesse a partecipare, sarà opportuno avere cura di giustificare i motivi della mancata adesione.