Polizze vita: il via alla prescrizione lunga.

La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale la prescrizione breve sulle polizze vita.

L’art. 2952, secondo comma, c.c., nella versione attuale, riconosce la prescrizione lunga decennale ai diritti derivanti da un contratto di assicurazione sulla vita. Fino al 2012, prima delle modifiche introdotte dal D.L. 179/2012, la norma, equiparando il contratto di assicurazione sulla vita agli altri contratti assicurativi, attribuiva all’interessato la possibilità di esercitare i diritti derivanti dal contratto nel termine prescrizionale breve di due anni dal verificarsi dell’evento.

Conseguentemente, in forza del principio dell’applicabilità della legge vigente al momento del verificarsi dell’evento Poste Vita S.p.A. ha negato il diritto alla liquidazione di una polizza vita esercitato dal beneficiario della stessa nel mese di novembre 2015 a fronte del decesso del contraente, intervenuto nel 2009, essendo trascorsi oltre due anni dal verificarsi dell’evento.

La Corte Costituzionale, che è stata interessata della vicenda, con la recente sentenza n. 32/2024, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2952, comma secondo, del codice civile, nella versione antecedente al 2012, per contrasto con i principi di ragionevolezza e di tutela del risparmio, previsti dagli articoli 3 e 47 della Costituzione.

Per l’effetto, il beneficiario di una polizza vita avrà diritto di invocare la prescrizione decennale anche quando la morte del contraente si è verificata prima del 2012.

Il ragionamento svolto dalla Corte Costituzionale muove dalla diversa funzione svolta dalla polizza vita: l’assicurazione sulla vita non svolge una funzione indennitaria rispetto al verificarsi di un sinistro, ma ha una prevalente funzione di risparmio previdenziale, correlata all’alea della durata della vita. In questo senso, per la polizza vita non si riscontra la necessità di un pronto accertamento del diritto che può giustificare una prescrizione breve, come invece accade per le polizze danni, trattandosi, invece, di acquisire somme che derivano dal meccanismo di accumulo del risparmio e che spettano al verificarsi di eventi, quali la morte o la sopravvivenza alla data di scadenza dell’assicurazione, che non implicano alcuna complessità di accertamento.