Mediazione obbligatoria: le spese vanno rimborsate alla parte vittoriosa in giudizio

Il Decreto Ministeriale n. 150 del 24 ottobre 2023 ha introdotto importanti novità nell’ambito dei procedimenti di mediazione, sia per quanto concerne l’individuazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e di tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco degli enti di formazione, sia in relazione all’individuazione delle indennità da riconoscere agli organismi di mediazione.

Mentre in passato contestualmente all’instaurazione del procedimento di mediazione le parti erano tenute a versare le sole spese di avvio e il primo incontro era svolto dall’Organismo a titolo gratuito, per le domande di mediazione depositate a partire dal 15.11.2023 il Decreto prevede il versamento, oltre alle spese di avvio, anche delle spese di mediazione. Per specifiche materie espressamente individuate dal D. Lgs. 28/2010, quali, ad esempio, i contratti assicurativi, bancari e finanziari, il procedimento di mediazione si pone quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale e, dunque, il suo esperimento risulta obbligatorio. Pertanto, in queste ipotesi, il soggetto che intende far valere un diritto si troverà costretto a sopportare le spese del procedimento di mediazione e, qualora questo dovesse concludersi con esito negativo, anche le spese di causa.

L’art. 91 del codice di rito dispone che il giudice condanna la parte soccombente in giudizio al rimborso delle spese sostenute dalla parte vittoriosa. Nelle spese sono ricompresi anche gli esborsi sostenuti nell’ambito della mediazione obbligatoria?

Il quesito è stato risolto dal Tribunale di Lecce, con la recente sentenza n. 2805 del 18 ottobre scorso, il quale ha riconosciuto alla parte vittoriosa in giudizio il diritto di recuperare anche le spese sostenute per l’esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione affermando che “trova applicazione il principio di causalità per cui le spese sostenute per l’obbligatoria mediazione sono recuperabili dal vincitore, in quanto esborsi ai sensi dell’art. 91 c.p.c.”.