L’ente unico legittimato all’impugnazione della sentenza 231

L’imputato persona fisica, autore del reato presupposto, neppure laddove esso sia anche rappresentante legale e socio dell’ #ente incolpato, non è legittimato –  né ha interesse – all’impugnazione del capo della sentenza relativo all’affermazione di responsabilità dell’ente ai sensi del #D.lgs.231/2001. 

Tale principio, riaffermato con la recente sentenza della Suprema Corte n. 47023 dello scorso 23 novembre, discende dalle disposizioni di cui all’art. 71 del #D.lgs.231/2001 e dal principio di tassatività dei mezzi di impugnazione, ribadisce come unico legittimato a proporre impugnazione sia l’ #ente stesso. 

Il ricorso dell’imputato è stato, dunque, sanzionato con l’inammissibilità, sulla scorta del fatto che per l’impugnazione da parte dell’autore del reato presupposto “non è “configurabile un autonomo interesse dell’imputato neppure nel caso in cui dalla responsabilità dell’ente possano discendere conseguenze economiche indirette o riflesse per la sua posizione di socio o amministratore”. 

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