Il riscatto delle polizze unit linked “pure” entra nell’attivo fallimentare

L’art. 1923 del codice civile introduce una importante limitazione al principio della responsabilità patrimoniale del debitore affermando che le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare.

Le Sezioni Unite sono già intervenute in materia per individuare i requisiti che deve possedere la polizza vita per rientrare nel perimetro di applicazione della norma richiamata e, quindi, sfuggire all’aggressione da parte dei creditori. In particolare, è stato evidenziato che l’art. 1923 c.c. è volto a tutelare il valore della “previdenza”, che può essere realizzato attraverso la sottoscrizione di una polizza vita, quale forma di assicurazione privata. In altre parole, proprio perché la funzione previdenziale è strutturalmente connaturata alla fattispecie di cui all’art. 1923 c.c., tale norma non può trovare applicazione in quei casi in cui in un’assicurazione sulla vita la componente previdenziale sia assente, per ricorrere la sola componente finanziaria-speculativa. Pertanto, in presenza di una polizza unite linked, le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni o ad altri valori di riferimento, occorrerà valutare con attenzione le condizioni del contratto per comprendere se sia o meno presente il valore della “previdenza” tutelato dall’art. 1923 c.c.

La Corte di Cassazione, attraverso la recente sentenza 3785/2024 ha affermato che in relazione alle polizze unite linked “pure” il rischio di investimento ètotalmente a carico dell’assicurato, tanto da comportare il rischio di perdita dell’intero capitale posto che in caso di azzeramento del valore delle quote nulla è dovuto da parte dell’assicuratore. In tale eventualità, è possibile affermare che l’evento legato alla durata della vita umana figura come un sempliceparametro temporale per individuare il momento in cui sarà liquidata la polizza, ma senza l’assunzione, se non del tutto apparente, di un rischio demografico per l’assicuratore. In forza di questa considerazione i giudici di legittimità hanno escluso che alle polizze unite linked “pure” sia da riconoscere una finalità previdenziale e, per l’effetto, il riscatto del contratto non può essere sottratto al fallimento.