Arbitro assicurativo: l’IVASS spiega perché non è ancora stato istituito

Sono trascorsi ormai oltre cinque anni da quando il legislatore ha introdotto la figura dell’arbitro assicurativo ma, di fatto, l’iter che porta alla sua istituzione non si è ancora concluso. Il Segretario generale dell’IVASS, Stefano De Polis, intervenuto pochi giorni fa in occasione di un convegno sul tema “Banca, Finanza, Assicurazioni: giustizia stragiudiziale e dinamiche evolutive”, presso l’Università Roma Tre, ha spiegato i motivi del ritardo.

Dal punto di vista normativo, la costituzione dell’Arbitro assicurativo è affidata ad un decreto interministeriale, che deve essere emanato dal Ministero delle Imprese e del Made In Italy di concerto con il Ministero della Giustizia, su proposta IVASS. La prima proposta dell’IVASS risale all’agosto 2019. De Polis ha rappresentato che l’Istituto di Vigilanza è “in contatto con i Dicasteri interessati, cui abbiamo offerto piena collaborazione e disponibilità per individuare le soluzioni più efficaci” ed ha evidenziato che “alla complessità dell’iter costitutivo si aggiunge, sul piano del merito, la peculiarità del settore assicurativo”.

La struttura del mercato e la varietà dei suoi operatori, oltre alla diversa natura delle possibili controversie a causa della generica formulazione contenuta nell’art. 187 1 del Codice delle Assicurazioni Private, che attribuisce all’Arbitro “le controversie relative alle prestazioni e ai servizi assicurativi derivanti da tutti i contratti di assicurazione”, rendono il cammino più articolato rispetto all’istituzione dell’arbitro bancario e di quello finanziario.

In ogni caso, De Polis ha confermato al pubblico che, nonostante le difficoltà, l’IVASS è determinato a perseguire l’obiettivo e pronto a gestire le difficoltà.